Di Paolo Conte non dirò nulla... che sarebbe superfluo.
Dirò invece quali dei suoi album prediligo: “Paris Milonga”, “Aguaplano” ed “Appunti di Viaggio”.
Ciascuno irriverente, misterioso ed intrigante quanto solo certi proverbi sanno essere.
Paolo Conte lo scopro grazie a mio papà il quale, dieci o venti anni or sono, arriva da me adolescente con una “audiocassetta” (i più giovani vadano pure su wikipedia...) mezza logora e recante, appunto, il fatidico nome.
Io me la rigiro un po' tra le mani concludendone che, con tutto il rispetto, uno che si chiama come il mio compagno di banco mica mi potrà smuovere il plesso solare quanto lo fa un Bill Evans o un Gerry Mulligan... tanto per dirne due a caso.
Poi la infilo nel walkman (quello vero, di una volta) e... via, via, vieni via con me!

Comments
p.s. Molto bello il restailing del tuo sito!